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FMI consiglia a Beac di interrompere il finanziamento del BDEAC

FMI consiglia a Beac di interrompere il finanziamento del BDEAC

Secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), non spetta a una banca centrale garantire il finanziamento di una banca per lo  sviluppo. Per questo, l’istituzione di Bretton Woods in un comunicato stampa pubblicato il 18 dicembre 2019 ha raccomandato alla Bank of Central African States (Beac), di evitare di stipulare un nuovo accordo di finanziamento con la Bank of sviluppo degli Stati centrafricani (BDEAC). L’FMI, che aveva già raccomandato a Beac di ridurre gradualmente il proprio impegno nei confronti del BDEAC, ritiene inoltre che, osservando più da vicino alcuni progetti pubblici realizzati dal BDEAC, il finanziamento della banca centrale è simile ai progressi. statuto mascherato a beneficio degli stati membri della sottoregione Cemac. L’istituzione finanziaria ha sostenuto che gli anticipi di legge che erano in vigore all’interno del Beac sono vietati oggi. Secondo alcune indiscrezioni, questa raccomandazione del FMI si presenta in un contesto in cui Beac è costretta a sottoporre il proprio intervento al BEDEAC all’arbitrato. La domanda è stata certamente oggetto di un annuncio all’ordine del giorno del Consiglio straordinario dei ministri delle finanze della sottoregione, ma alla fine non è stata introdotta durante i lavori perché considerata molto complessa, apprendiamo. anche. Vincoli esistenti Si noti che Beac partecipa fino al 33,4% nel capitale azionario di BDEAC e, come tale, si presenta come primo azionista della banca. In questa posizione, la banca centrale aveva optato per gli investimenti, un conto corrente di 240 miliardi di FCFA. Alla fine di novembre 2019, era già stato in grado di aggiungere 120 miliardi di FCFA al conto in questione e il BDEAC è ancora in attesa del resto del finanziamento. La Banca di sviluppo degli Stati centrafricani avrebbe dovuto beneficiare del finanziamento dell’ordine di 150 miliardi di FCFA da parte di Beac. Va notato che il conto corrente può essere bonificato solo nella misura del patrimonio netto gratuito di Beac. La banca centrale indica che il suo patrimonio netto gratuito alla fine di settembre 2019 era di soli 140 miliardi di FCFA ed era già assegnato ad altri obiettivi di finanziamento. Specifica inoltre che le esigenze di finanziamento del BDEAC relative alla realizzazione di progetti pubblici non devono situarsi oltre il tasso del 50% rispetto alla linea globale di copertura disponibile che è di 150 miliardi di FCFA.

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE – FMI

fr. Fonds Monétaire International-FMI; ingl. International Monetary Fund-IMF; sp. Fondo Monetario Internacional-FMI; ted. Internationaler Währungsfonds-IWF. Organizzazione finanziaria multilaterale, con sede centrale a Washington e una sede europea a Parigi, che unisce 187 Paesi. Concede credito e assistenza tecnica ma non è una banca internazionale e nemmeno un centro di clearing e non comporta né ha per obiettivo di creare un’unione monetaria tra i suoi membri. 1. Origine e compiti. La costituzione del FMI è stata deliberata nella Conferenza di Bretton Woods (New Hampshire, USA, v. Accordi di Bretton Woods) tenuta dal 1° al 22 luglio1944, insieme a quella della BIRS (la costituzione di una terza organizzazione mondiale per il commercio venne discussa in quella sede, ma non fu possibile realizzarla e si supplì nel 1947 col GATT). Il FMI è stato effettivamente costituito con la sottoscrizione di un Accordo da parte di 29 Paesi il 27.12.1945. L’operatività è iniziata il 1°.3.1947. L’Italia ha aderito al Fondo Monetario internazionale il 23.3.1947. La missione del FMI è di promuovere la cooperazione monetaria internazionale, di facilitare l’espansione bilanciata del commercio internazionale, di promuovere la stabilità dei cambi, di aiutare la formazione di un sistema multilaterale di pagamenti, di rendere disponibili temporaneamente le risorse del Fondo ai Paesi membri contro adeguate garanzie, di ridurre il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti dei Paesi membri. Dal momento della sua costituzione a oggi missione e obiettivi del FMI sono rimasti immutati, ma il suo modo di operare, che unisce vigilanza ad assistenza finanziaria, tecnica e formativa, si sono sviluppate adattandosi ai bisogni dei Paesi membri e seguendo l’evoluzione dell’economia mondiale. 2. Paesi membri. Sono membri del FMI 183 Stati (su 189 aderenti all’ONU e 2 non aderenti e cioè Santa Sede e Svizzera; questa seconda è però membro del FMI) che hanno sottoscritto quote per complessivi 212.414,9 milioni di DSP (la contabilità del Fondo è tenuta in questa unità di conto; l’importo corrisponde a circa 303, 8 miliardi di euro e a 264,5 miliardi di dollari USA ai cambi medi del febbraio 2002). Le quote sono stabilite ogni cinque anni in base a un calcolo che tiene approssimativamente conto del peso di ciascun Paese nell’economia mondiale. I Paesi con maggior peso, espresso in numero di voti sono venti: USA (17,16%), Giappone (6,16%), Germania (6,02%), Francia (4,97%), UK (4,97%), Italia (3,27%), Arabia saudita (3,24%), Canada (2,95%), Cina (2,95%), Russia (2,76%), Olanda (2,39%), Belgio (2,14%), India (1,93%), Svizzera (1,61%), Australia (1,51%), Spagna (1,42%), Brasile (1,41%), Venezuela (1,24%), Messico (1,20%), Svezia (1,12%). Questi venti Paesi accentrano il 70,42% dei voti. (al) 3. Evoluzione del FMI. A onta dei diversi progetti che l’hanno preceduto, tra cui quello proposto da John Maynard Keynes che avrebbe desiderato farne una banca centrale internazionale, con possibilità di emissione di una propria moneta (v. bancor), l’organizzazione del FMI seguì di fatto linee più tradizionali, assumendo la forma di una struttura che accorda crediti ai Paesi membri avvalendosi delle disponibilità valutarie fornite dai membri stessi. All’atto dell’adesione di ciascun paese al Fondo viene, infatti, stabilita …

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