Crescono gli investimenti dell’Italia in Camerun Stadi e Hotel

Dagli hotel agli stadi: crescono gli investimenti dell’Italia in Camerun

Hotel Kristal Douala costruito dagli italiani plasticoSarà uno degli Hotel più belli e lussuosi di Douala e sarà italiano il primo hotel a cinque stelle del Camerun.

Il Kristal Palace sorgerà a Douala, la capitale economica del Paese, avrà 240 camere e porta una doppia firma made in Italy: quella dello studio milanese di interior design Premoli Silva, che ha realizzato il progetto, e quella della Tecno Spa, nella veste di general contractor.

Gli arredi si ispirano alla tradizione culturale del Paese, dall’utilizzo di legni iroko, wengee e zebrano fino agli alaborati disegni grafica dei tessuti Bamikeke. Il tutto rivisitato, però, in chiave moderna e dedicato a un pubblico decisamente business.

I cantieri dell’hotel si sono già aperti, così come è già iniziata la costruzione della cittadella sportiva e dello stadio nella capitale Yaoundé, che ospiterà nel 2019 l’edizione della Coppa d’Africa di calcio: il maxi-progetto, nella forma PPP ovvero partnership pubblico-privato, è stato vinto dall’italiana Piccini, mentre la società Pizzarotti è già al lavoro per realizzare un nuovissimo quartiere residenziale da 120mila alloggi secondo la formula del social housing.

Gli investimenti italiani in Camerun stanno crescendo. Il paese ha 24 milioni di abitanti è affacciato sul Golfo di Guinea e si trova al confine con la Nigeria.

Il Salone Promote, la più grande piattaforma promozionale di partenariato economico di tutta l’Africa centrale ha visto l’altro anno l’Italia ospite d’onore e il viceministro Giro l’unico rappresentante di un governo straniero, che così disse:

«Il viaggio che abbiamo fatto con il presidente Mattarella nel 2016 non è stato uno spot. C’è stata una crescita evidente di considerazione del nostro Paese. Casa Italia, il nostro padiglione al Salone Promote che si è chiuso ieri, è stato il secondo più grande di tutta la manifestazione».

Per la verità, la differenza tra Casa Italia e il padiglione francese era minima, c’è da dire che i francesi in Camerun hanno radici di ben più lungo periodo ma l’Italia sta consolidando le sue posizioni.

Nel corso del Forum economico bilaterale Italia-Camerun di mercoledì scorso sono stati annunciati nuovi progetti: un consorzio tra Italferr e Seas si occuperà della realizzazione di nuove infrastrutture nel sud del Camerun, al confine con il Gabon; Iveco, aquanto sembra invece, lavorerà con il ministero dei Trasporti allo sviluppo della rete urbana di Douala.

«Storicamente la presenza delle imprese italiane in Africa si riferisce per lo più a grandi gruppi come Eni, Danieli, Enel, Salini o Impregilo . Eppure l’Africa sub-sahariana è in grado di fornire sbocchi commerciali per i prodotti e per i servizi italiani in molteplici settori, dall’edilizia all’arredo, dai macchinari all’agroalimentare».

disse il viceministro Giro nell’intervista al sole 24ore

L’Africa, a quanto pare è pronta a ricever le medie imprese Italiane.

Un buon esempio sono il produttore di pasta Broli, che insieme ad alcuni partner italiani ha visto bene di insediarsi e ha effettuato in Camerun investimenti per circa 5 milioni di euro, oppure le molte società italiane che si stanno aggiudicando importanti forniture per il settore HORECA in vista della Coppa d’Africa 2019. Tra queste aziende troviamo Habitat Group, una azienda di Recanati che si occupa di progettare e realizzare alberghi e centri commerciali: per dovere di notizia dobbiamo dirti che la società, in Camerun, ha già realizzato un hotel a 4 stelle, mentre ora sta lavorando a Mama Italy, un concept in franchising per la produzione e la vendita di prodotti italiani.

L’economia del Camerun si basa sulle materie prime, in gran parte dal legno ai 400 milioni di barili di riserve petrolifere.

Il Paese ora punta tutto sul maxi-piano infrastrutturale voluto dal governo locale il viceministro Giro ha dicharato:

«A Yaoundé abbiamo firmato un programma ambizioso: all’Italia vanno infrastrutture importantissime da costruire nei prossimi anni».

Insieme con la Germania, poi, fra i Paesi della Ue l’Italia è il secondo partner economico di Yaoundé, mentre il primo a livello assoluto resta ancora la Cina.

I legami con l’Europa sono però destinati a crescere: dall’agosto scorso, infatti, è entrato in vigore l’Accordo di partenariato economico con Bruxelles, grazie al quale i prodotti europei gradualmente, nel giro di dieci anni, potranno entrare in Camerun a tasso zero.

Il viceministro Giro non ha portato solo imprese in Camerun ma anche due università: quella per Stranieri di Siena, che ha firmato con il ministero dell’Istruzione secondaria camerunense una convenzione per insegnare l’italiano nei licei del Paese, e quella di Padova, che ha sottoscritto tre accordi di cooperazione con gli atenei di Yaoundé e Douala per corsi e master di:

  • ingegneria,
  • informatica finanziaria,
  • architettura e di tecnologia.

ha dichiarato il viceministro Giro:

«I camerunensi costituiscono la più grande comunità di studenti africani nelle università italiane  sono circa 4mila e la maggior parte rientra poi nel Paese e crea nuove imprese».

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