Intervento del Senatore Francesco Giacobbe (PD) Italiani all’Estero

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Il Senatore Francesco Giacobbe III commissione esteri del Senato della Repubblica Italiana con il Presidente AEDIC Louis Michel Nekam in visita a Roma

Vi citiamo il pregevole intervento del Senatore Francesco Giacobbe durante l’insediamento del II governo Conte eccovi il suo intervento presso l’Aula al Senato nella discussione sulla Fiducia al Governo.

Senatore Francesco Giacobbe:

Signor Presidente del Consiglio,
Mi permetta di complimentarmi per il Suo nuovo Governo. Ha un’ottima squadra di ministri e sono sicuro che il duro lavoro che vi aspetta, anzi ci aspetta, nei prossimi mesi contribuirà a cambiare l’Italia.

In questo intervento intendo approfondire alcune questioni a cui Lei ha accennato nelle dichiarazioni programmatiche riguardo le comunità italiane nel mondo.

Si tratta dei tanti giovani che lasciano ed hanno lasciato nel passato l’Italia per stabilirsi in un Paese straniero. Io sono stato uno di questi.

Oggi, è quasi inimmaginabile pensare che nel passato senza le tecnologie moderne che permettono in tempo reale di metterci in contatto con gli affetti più cari, si comunicava per lettera e le informazioni quando arrivavano erano già vecchie.

Malgrado queste difficoltà, la lontananza non ha fatto dimenticare, anzi ha fatto aumentare l’amore per le persone care, per la propria terra natia. Questo grande amore ha contribuito e continua a contribuire allo sviluppo dell’Italia e silenziosamente ed incondizionatamente continua a legare milioni di italiani nel Mondo all’Italia.
Le rimesse dei giovani emigrati, per esempio, hanno fornito all’Italia preziosa valuta straniera quando ce n’era tanto bisogno per finanziare lo sviluppo economico.

I nostri connazionali all’estero sono stati i pionieri per l’acquisto di prodotti Made in Italy ed hanno insegnato ai loro nuovi vicini di casa la bontà e qualità dei prodotti italiani. In altre parole, signor Presidente, hanno promosso grandi campagne di penetrazione di mercato che, in loro assenza, sarebbero costate molto care alle aziende italiane.

E non è finita qui. L’amore ed attaccamento all’Italia sono stati trasmessi dai giovani di ieri ai figli e nipoti che oggi sono perfettamente integrati nelle società ospitanti e ricoprono ruoli importanti in tutti i settori della società, anche nei centri decisionali. Mi creda signor Presidente, spesso io ripeto a me stesso che i miei figli nati in Australia sono più italiani di me che invece sono nato nella bellissima Catania.

In poche parole, le comunità degli italiani nel mondo sono state e continuano ad essere una grande risorsa per l’Italia.

Come possiamo utilizzare questa grande risorsa?

Occorre partire da un forte investimento sulla promozione della lingua e cultura per sviluppare interesse nel nostro Paese, promuovere possibilità di collaborazioni fra scuole, università, ordini professionali, organizzazioni della società civile, rafforzare e stabilire relazioni basate sulla fiducia reciproca.

Sono tutti elementi fondamentali per incrementare rapporti commerciali fra cui l’export dei prodotti Made in Italy, i flussi turistici e l’avvio di progetti di partenariato per promuovere nuove attività produttive ed esplorare nuovi mercati.

Per fare ciò dobbiamo cambiare atteggiamento. Abbandoniamo il concetto di tutela dei nostri connazionali all’estero ed affrontiamo i temi che riguardano le nostre comunità parlando di diritti di cittadinanza e valorizzazione delle Comunità stesse. Occorre incoraggiare gli Italiani nel Mondo a continuare a sentirsi parte importante dell’Italia.

Fra i diritti di cittadinanza, penso ai servizi consolari, alle pensioni, all’assistenza sanitaria in Italia per gli iscritti Aire, al riacquisto della cittadinanza per chi l’ha persa prima del 1992, a nuovi meccanismi previdenziali per i lavoratori che si spostano da un Paese all’altro, più attenzione alle esigenze dei giovani di ieri che oggi sono in età avanzata.

In merito alla valorizzazione penso, come già detto, ad investimenti in lingua e cultura per stabilire rapporti e relazioni atte a promuovere il Sistema Italia. Penso al grande network di persone di origine italiana nel mondo, che oggi ricoprono ruoli importanti nei centri decisionali dei Paesi in cui vivono, per promuovere interscambi economici, individuare nuovi mercati, promuovere nuove attività ed investimenti in Italia ed all’estero.

È in questa ottica che dobbiamo affrontare il tema della rappresentanza: parlamentari, Comites e Consiglio Generale degli Italiani All’Estero.

Una rete istituzionale fatta da persone, che in molti casi si impegnano volontariamente nelle attività di promozione dell’Italia nel mondo, che va valorizzata con il giusto riconoscimento e supporto.

In conclusione, signor Presidente mi auguro che il Governo faccia questa importante scelta strategica di investimento sugli italiani nel mondo, scelta che non può essere lasciata solo al Ministero degli Esteri ma estesa ad altri Ministeri fra cui quelli della cultura, istruzione, sviluppo economico, lavoro e previdenza.

Chiedo quindi a Lei ed ai ministri Di Maio, Franceschini, Fioramonti, Patuanelli, Catalfo, al Governo tutto, di investire risorse per la realizzazione di programmi ed obiettivi collegati a questa strategia.

Lo so che le risorse sono difficili da recuperare ma se consideriamo che si tratta di un investimento per l’Italia e non semplicemente una spesa, penso sarà possibile trovarle anche coinvolgendo le tante aziende che grazie alle comunità degli italiani nel mondo hanno conseguito e continuano a conseguire profitti significativi.

Mi creda signor Presidente, a beneficiarne non saranno solo le comunità degli italiani nel mondo ma anche e soprattutto l’Italia ed il futuro dei nostri figli.

Video Integrale dell’intervento del Senatore presso l’aula del Senato su Facebook oppure puoi vederlo integralmente qui sotto.

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