Esiste un identikit dell’innovatore di successo?

Le caratteristiche degli individui innovatori

La ricerca di Jeffrey Dyer, Hal Gregersen e Clayton Chistensen pubblicata nel 2010 ha portato a identificare cinque “doti da scopritore” che distinguono le persone più creative in contesti aziendali. Parliamo del DNA dell’innovatore. La domanda che ci dobbiamo porre è: innovatori si nasce o si diventa?

Associating

È la capacità di effettuare associazioni consente di mettere efficacemente in relazione tra loro interrogativi, problemi o idee apparentemente scollegati, ed è fondamentale per il DNA dell’innovatore. 

A tutti capita di accedere a una serie di informazioni, essere esposti a stimoli e osservare. In queste attività il nostro cervello acquisisce delle informazioni, come dei punti fissi che possono essere connessi con relazioni diverse tra essi ed è la nostra capacità di connettere ed associare che dà vita a un’immagine/disegno più o meno definito. Ognuno, nel fare associazioni, genera il proprio disegno, una propria mappa mentale. 

Questo fenomeno viene definito “effetto Medici”, con riferimento all’esplosione creativa che si determinò a Firenze quando la famiglia Medici mise assieme esponenti di una vasta gamma di discipline – scultori, scienziati, poeti, filosofi, pittori e architetti. Attraverso le loro interazioni fiorirono nuove idee nei punti di intersezione dei rispettivi campi di attività, dando così origine al Rinascimento, una delle epoche di maggiore capacità inventiva della storia.

Take home: esponetevi alla diversità!

Questioning

Più di cinquant’anni fa, Peter Drucker (influente saggista e scrittore in materia di management) descrisse l’efficacia delle domande provocatorie

“La cosa importante e difficile non è mai trovare le risposte giusteè trovare la domanda giusta”, scriveva. 

Gli innovatori si pongono costantemente delle domande che mettono in discussione la logica tradizionale e lo status quo. Gli imprenditori innovativi, per contro, sono molto più disposti a mettere in discussione gli assunti. 

Nel suo libro The Opposable Mind, Roger Martin scrive che i pensatori innovativi “hanno la capacità di concepire due idee diametralmente opposte.” E spiega: “Senza farsi prendere dal panico, né puntare su un’alternativa o su un’altra, sono in grado di produrre una sintesi che è superiore a entrambe le idee in contrapposizione“.

Avere delle minacce/vincoli è fonte di innovazione! Gli interrogativi più fecondi impongono dei vincoli al nostro pensiero e fungono da catalizzatori per delle idee originali. La necessità o i vincoli aguzzano l’ingegno!

Chiedere a sé o agli altri di immaginare un’alternativa completamente diversa può portare a intuizioni veramente originali.

Domande da porsi: Che cosa accadrebbe se ci vietassero per legge di servire i nostri attuali clienti? Come faremmo a ottenere dei profitti l’anno prossimo? Che cosa faresti se non avessi già assunto questa persona, installato questa macchina, implementato questo processo, acquisito questa azienda o perseguito questa strategia? Faresti la stessa cosa che stai facendo oggi?

Take home: fate domande a voi stessi e agli altri, mettete in discussione senza dare per scontato!

Observing

Il 40% delle idee nuove in un’azienda arriva da fuori, non dall’interno. Osservare cosa fanno gli altri non soltanto nel tuo business ma anche cosa fanno gli altri fuori, in altri contesti – guardare fuori dal proprio orto – osservare i propri clienti, i propri fornitori e i propri concorrenti

Gli innovatori vanno attentamente, intenzionalmente e coerentemente alla ricerca di piccoli dettagli comportamentali – nelle attività dei clienti, dei fornitori e di altre aziende – per avere indicazioni su nuovi modi di fare le cose.

Gli osservatori sperimentano tutte le possibili tecniche per cercare di vedere il mondo sotto un’altra luce. Akio Toyoda, presidente della Toyota Motor Corportation, applica regolarmente la filosofia del genchi genbutsu – andare a vedere direttamente sul posto – a cui si ispira la Toyota. L’osservazione diretta fa strutturalmente parte della cultura della grande casa automobilistica giapponese.

Chiedere non basta. Bisogna osservare. Henry Ford dice: “Se avessi chiesto ai miei clienti cosa avessero voluto, la loro risposta sarebbe stata: cavalli più veloci”.

Take home: osservate i clienti e ipotizzate nuovi modi di creare valore per i clienti partendo dalla osservazione dei loro comportamenti. Osservate i fornitori perché possono farvi venire delle idee! Osservate i concorrenti perché possono ispirarvi!

Experimenting

Edison, noto imprenditore e inventore americano (sempre l’inventore della lampadina), disse: Non ho fallito. Ho solo trovato diecimila soluzioni che non funzionano.
Il mondo comincia e finisce con il loro laboratorio. Attraverso la sperimentazione si sviluppa il learning by doing.

Diversamente dagli osservatori, che studiano intensamente il mondo, gli sperimentatori costruiscono esperienze interattive e tentano di provocare reazioni eterodosse per capire quali indicazioni possono emergere.

C’è un detto cinese che sottolinea l’importanza del fare e dello sperimentare: Dimentico quello che sento – ricordo quello che vedo – capisco quello che faccio.
L’importanza del fare, praticare, sperimentare, sbagliare!

Take home: non vi negate la possibilità di provare, sperimentare e fallire – si impara attraverso il fallimento!

Networking

Se le innovazioni arrivano dall’esterno allora è importante creare canali attraverso i quali far fluire nuove idee, risorse, etc. 

Dedicare tempo ed energie allo sviluppo e alla sperimentazione delle idee attraverso un network di persone provenienti da ambiti eterogenei, dà agli innovatori una prospettiva completamente diversa. Il network deve comprendere relazioni frequenti e strutturate (strong ties) e relazioni spot, vari, diversificate (weak ties). 

Gli imprenditori innovativi vogliono incontrare persone portatrici di idee e prospettive diverse, allo scopo di ampliare le proprie conoscenze. 

Take home: apriamoci alla diversità e coltiviamo non solo relazioni consolidate, ma anche relazioni nuove, spot, uscendo fuori dai ‘terreni battuti’ per esplorare nuovi percorsi! 

Come aiutare le persone a innovare?

Le imprese innovative mettono i propri dipendenti nelle condizioni di:

  1. Fare osservazioni
  2. Fare associazioni
  3. Fare domande e mettersi in discussione
  4. Fare rete e attivare relazioni
  5. Fare sperimentazioni 

Se vogliamo avere persone con queste caratteristiche dobbiamo:

  • Fare attenzione alla selezione delle persone, oltre alla competenza verticale specialistica, servono queste cinque skills.
  • Creare condizioni interne perché questo accada. 

Investire nella formazione e apertura della forma mentis anche con aggiornamento continuo delle competenze (up-skilling e re-skilling).
La capacità innovativa dell’individuo non è una predisposizione genetica, è il frutto di un impegno attivo. Lo slogan della Apple, Think Different, è suggestivo ma incompleto. 
Per pensare in modo diverso gli innovatori devono agire in modo diverso.Comprendendo, rinforzando e istituzionalizzando il DNA dell’innovatore le aziende possono trovare il modo di innescare più efficacemente la scintilla creativa in tutti i collaboratori.

Riferimenti bibliografici

  • Dyer, J., Gregersen, H.B and Christensen. C.M. The Innovator’s DNA. Harvard Business Review 
  • Pisano G. 2019. The hard truth about innovative cultures. Harvard Business Review 
  • Mazzucato, M. 2014. Lo stato innovatore. Editori Laterza 
  • Shilling, M. 2017. Gestione dell’Innovazione, McGraw-Hill
  • Sobrero, M. 1999. La gestione dell’innovazione: strategia, organizzazione e tecniche operative. Carocci 
  • Sorensen, J.B e Fassiotto M.A. 2011. Organizations as fonts of entrepreneurship. Organization Science 22 (5)
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